Cosa Vedere a Praga in Due Giorni

Edificata sulle sponde del fiume Moldava e dominata da un castello, Praga è una rara fusione di natura e architettura. L’aspetto è infatti quello di una capitale dell’epoca preindustriale: boschi e frutteti si estendono sino alle rive del fiume, mentre torri e guglie si stagliano contro l’orizzonte. Palazzi barocchi, edifici in stile art nouveau e caffè moderni sorgono l’uno di fianco all’altro con un risultato armonioso che coniuga stili di periodi storici diversi. Il centro è raccolto e può essere attraversato a piedi, ma potete affidarvi ai trasporti pubblici perché il servizio è efficiente.

Il primo giorno.
Mattina. Iniziate con una vista panoramica di piazza Venceslao dalla scalinata del Museo nazionale. Percorrete il sottopassaggio, ammirate la statua del Buon Re Venceslao e attraversate la piazza. Nel Passaggio Lucerna osservate la beffarda scultura di Venceslao, opera del provocatorio artista David Cerny. Quindi proseguite verso ovest lungo 28 října e Národní třída e prendete il tram 22 (Bilá Hora) o 23 (Malovanka) dalla fermata dietro il supermercato Tesco.

Godetevi la corsa sul fiume Moldava, attraverso il Piccolo Quartiere fino al Castello di Praga. Passeggiate tra i cortili, dando un’occhiata al Palazzo reale, alla Cattedrale di San Vito e al Vicolo d’oro. Scendete fino al Piccolo Quartiere lungo la ripida Nerudova e contemplate gli interni barocchi della chiesa di San Nicola, poi percorrete le strette vie fino alla tranquilla isola di Kampa.

Pranzo. Gustate un pranzo sulla sponda del fiume nel ristorante accanto al Museo Kampa, che ospita una pregevole collezione di arte moderna ceca.
Pomeriggio. Attraversate il Ponte Carlo e perdetevi tra i vicoli del centro storico, prima di sbucare in piazza della Città Vecchia; cercate di arrivare allo scoccare dell’ora per vedere in azione l’orologio astronomico.
Cena. Concedetevi una sostanziosa cena tipica a base di anatra, cavolo e gnocchetti al Celnice, uno dei grandi pub appartenenti al gruppo Kolkovna.
Sera. Proseguite la serata in uno dei pub più frequentati della città, come l’U Fleku o il Cerny Orel.

Il secondo giorno.
Mattina. Salite sul tram 22 o 23 e andate fino alla fermata Pohofelec. Ammirate le sale del monastero di Strahov, quindi contemplate l’incantevole panorama cittadino mentre sorseggiate un caffè sulla terrazza del ristorante Bellavista. Ascoltate il carillon del santuario di Loreto e cercate di arrivare all’ingresso occidentale del Castello prima di mezzogiorno, ora del cambio della guardia. Scendete la Scalinata nuova del Castello, addentratevi nel Piccolo Quartiere e passeggiate per i giardini del Palazzo Wallenstein fino al parco sul fiume all’estremità del Ponte Mánes, da dove si gode un’insolita vista del Ponte Carlo e della Città Vecchia.

Pranzo. Assaporate la cucina raffinata e moderna del ristorante Hergetova cihelna.
Pomeriggio. Tornate indietro fino alla stazione Malostranská, prendete la metropolitana e scendete a Müstek, la seconda fermata. Usciti dalla stazione, dirigetevi a nord-est e percorrete Na Příkopě, una delle principali vie commerciali, fino alla Torre delle Polveri e alla Casa municipale.

Dopo una visita guidata ai sontuosi interni art nouveau di quest’ultima, potete rilassarvi nel suo splendido bar. Quindi percorrete via Celetná e ammirate la Casa alla Madonna nera. Girate a destra e passeggiate fino a Stupàrtská e Malá Stupartská, poi entrate nel cortile di Týn. Attraversate piazza della Città Vecchia, raggiungete il viale commerciale Pařížská e il Josefov e visitate la sinagoga Vecchia-nuova e il Vecchio cimitero ebraico.
Cena. Scegliete un ristorante con vista panoramica, come il Petřínské terasy.
Sera. Assistete a un’opera o a un balletto al Teatro nazionale.

Cosa Vedere a Recanati

Chi non conosce Recanati, almeno per sentito dire? Il paese marchigiano ha dato i natali al grande poeta Giacomo Leopardi ma anche al tenore Beniamino Gigli. Per trasformare questa conoscenza teorica in conoscenza di fatto consiglio vivamente una visita sul colle dell’Infinito, per respirare le stesse atmosfere presenti in tante poesie leopardiane.

Recanati si trova in provincia di Macerata; se ti trovi in zona e sei con la macchina ci puoi arrivare facilmente, le indicazioni sono chiare, altrimenti arrivi fino a Porto Recanati in treno e poi c’è il pullman. Immagino che la prima cosa che farai sarà di andare verso il centro, dove si trovano la casa di Leopardi e il colle dell’Infinito. Ti capisco. Merita, anche perché il paese è a balcone e si gode un bellissimo panorama.

La casa del poeta è nella Piazzetta chiamata del Sabato del Villaggio, nel centro storico; si tratta di un palazzo aperto al pubblico dove è possibile fare visite guidate, te lo consiglio perché avrai la possibilità di vedere la biblioteca piena di antichi volumi raccolti dal padre di Leopardi. Nella Piazzetta si trova anche la casa della famosa Silvia, che ha ispirato a Leopardi la poesia omonima e il Comune dove si trova il Museo di Beniamino Gigli. Altri musei sono presenti in paese.

Il Colle dell’Infinito si affaccia verso sud, oggi è un parco vicino al Palazzo Leopardi e al Centro Studi Leopardiani. Ma Recanati ha anche tanti altri bei palazzi e belle chiese, che ti consiglio di visitare, mentre al cimitero comunale puoi trovare la tomba di Gigli. Recanati è sede anche di diversi festival, tra cui l’Infinito Festival, che si svolge d’estate. A pochi km da Recanati c’è Porto Recanati, dove c’è una bella spiaggia.

Come Realizzare Decoupage su Carta

Il decoupage può essere realizzato con tutti i tipi di carta. La carta più elegante e raffinata è sicuramente la carta da regalo, quella sfiziosa e particolarmente elaborata che si usa per impacchettare i doni. Tuttavia, per chi non è abile nel disegnare “a mano libera”, la carta più indicata è sicuramente la carta velata che consente di “ricalcare” lo schizzo di un disegno e di riprodurlo. Vediamo i “passi” fondamentali che tu dovrai seguire per realizzare il decoupage su carta.

Come prima cosa devi porre una pellicola protettiva sulla stessa carta (quelle pellicole che si usano in cucina per coprire i cibi e conservarle in figo) oppure un po’ di lacca. È preferibile usare la pellicola, poiché, se si utilizzano le vernici spray, l’odore, già molto intenso, della lacca, unito a quello delle vernici potrebbe essere nauseante. Se è la carta è molto spessa, una volta realizzato il ritaglio, bagnala in una ciotola; in un primo momento, la carta si arrotolerà, poi però si srotolerà. A questo punto prendi il ritaglio e asciugalo fra due pezzi di carta da cucina.

Il ritaglio è pronto per essere incollato. Devi evitare che la carta si attorcigli proprio mentre la stiamo incollando al supporto. Taglia la carta nel modo più preciso possibile, senza sbavature. Otterrai un ritaglio perfetto solo se utilizzerai strumenti specifici: Con le forbici medie potrai ritagliare una figura non complessa, mentre usa le forbici piccole a punta rotonda se il disegno da ritagliare presenta molte curve. Il bisturi è utile per il ritaglio di parti interne al disegno che sarebbero difficili da asportare con le forbici. Se hai difficoltà usa le carte pre-tagliate, il lavoro sarà molto semplice e potrai utilizzare qualsiasi tipo di forbici per ritagliare le strisce di carta bianche che si trovano tra un ritaglio e l’altro.

Se sei”alle prime armi” vi sconsiglio il tovagliolo di carta; è facilmente modellabile, ma proprio per la sua morbidezza è difficile da ritagliare. È indicato se vuoi realizzare piccoli oggetti creativi ed esteticamente sofisticati, motivi decorati con disegni attuali, sfiziosi, fantasiosi oppure classici (con il tovagliolo bianco); lo puoi adoperare per il decoupage tridimensionale, quello che prevede l’uso della pasta modellabile.

Altrimenti se trovi difficoltà nel ritaglio puoi strapparlo ma, anche in questo caso, devi essere abile nello strappo; stai attento a non rovinare il decoro. Passa un pennellino imbenuto d’acqua sul contorno del ritaglio; a questo punto basta fare una lieve pressione sul tovagliolo e il ritaglio è pronto. Se non siete esperti di decoupage, anche il metodo dello “strappo”, ve lo sconsiglio. Meglio la carta da cucina, è più dura e resistente.

Come Fare Trazioni alla Sbarra in Casa

Le trazioni alla sbarra sono un esercizio molto semplice da effettuare ma comporta un dispendio molto alto delle energie, esistono due metodi per effettuarle ovvero quello con la presa inversa ( pollici verso l’esterno ) e quello con la presa prone ( pollici verso l’interno ).

Le trazioni alla sbarra più semplici da effettuare solo quelle con la presa inversa, posizionando i pollici verso l’esterno durante l’esercizio andrete a sollecitare oltre i dorsali anche i bicipiti e le spalle, utilizzando più muscoli contemporaneamente lo sforzo si suddividerà su 3 fasce muscolari e riuscirete a fare più ripetute per ogni serie.

Le trazioni alla sbarra con la presa prone, ovvero con i pollici verso l’interno, andrà a sollecitare quasi solo ed esclusivamente i muscoli dorsali, inizialmente se non siete ben allenati non riuscirete ad effettuare neanche una serie da 10 ripetute; l’esercizio consiste nell’afferrare la sbarra con le mani e tenendo le braccia ben distese sollevarsi portando il petto alla sbarra stessa senza la spinta delle gambe e discesa, attenzione non dovrete mai appoggiare i piedi a terra.

Esistono diversi modelli di sbarre, per scegliere quella più adatta per le proprie esigenze è possibile vedere questa guida sulla sbarra per le trazioni.

Di seguito troverete un programma che, seppur non riuscite a fare neanche una trazione, vi permetterà di arrivare a fare ben 10 trazioni alla sbarra con presa prone:

– Posizionate una sedia sotto la sbarra, aggrappatevi con le mani con i pollici verso l’esterno alla sbarra ( presa inversa ) ed effettuate solo la discesa

– Una volta effettuata la prima discesa appoggiate tranquillamente i piedi a terra e ripetete l’esercizio sempre partendo con i piedi sulla sedia, dovrete fare solo la discesa

– Dopo aver preso bene la mano con la discesa togliete la sedia e provate, sempre con la presa inversa, a svolgere anche la salita aiutandovi però con una leggera spinta delle gambe

– Dopo una paio di giorni di allenamento provate ad effettuare una serie di 10 trazioni alla sbarra con la presa inversa senza l’aiuto delle gambe

– Una volta superata questa fase dell’allenamento sarete pronti a provare a fare le trazioni alla sbarra con presa prone

Il risultato che dovrete cercar di ottenere è quello di una serie da 10 ripetute con la presa prone. Non ci resta che augurarvi buon allenamento

Come Coltivare la Camelia

In genere si conoscono 45 specie di camelie, di cui una decina si coltivano in giardino. Solo le varietà di Camelie japoniche vengono coltivate come piante d’appartamento.

Va detto che la camelia è purtroppo una pianta di difficile coltivazione, ma non per questo impossibile. Certo richiederà da parte tua impegno e attente cure colturali. Una volta in appartamento, devi pensare a collocarla in una zona non molto luminosa, diciamo in penombra, mai in pieno sole.

Risulta essere sempre preferibile, per assicurarle un buona umidità, che tu disponga, sotto il vaso che la contiene, un sottovaso con uno strato di ghiaia umida. La pianta ti darà, in autunno- inverno, le sue gemme floreali: saranno fiori cosiddetti “semplici”, a 5 petali o doppi, di colore rosa, rossi, bianchi, con screziature rosse o rosa, solitari o a gruppi. Tutto questo sarà reso possibile solo se la temperatura della stanza si sarà aggirata intorno ai 8-15°C. Poni quindi molta attenzione alla temperatura dell’ambiente dove l’hai locata. Se l’hai posta in un ambiente secco, con una temperatura superiore ai 18°C, puoi essere certo che non avrà una vita molto lunga. Dopo la fioritura, per 1 o 2 mesi, la tua camelia conoscerà un riposo vegetativo.

Per quanto riguarda la concimazione, durante il periodo vegetativo, dovrai somministrarle, ogni 2 settimane, del concime liquido, oppure quello organico proprio per le camelie. Dovrai concimarla un mese prima della fioritura e un mese e mezzo dopo la fioritura.
Per l’irrigazione sarà necessario che l’acqua sia priva di calcare. Come eliminare il calcare dall’acqua del rubinetto di casa? Falla semplicemente bollire a lungo, aspetta che il calcare si depositi e, una volta fredda, innaffia la tua camelia. Certo ti consiglio di fartene una bella scorta in modo che, al momento opportuno, ne potrai usufruire senza problemi.

Diciamo che, in quanto ad acqua non calcarea, l’ideale sarebbe proprio l’acqua piovana. Potresti raccoglierla in una capiente bacinella, posizionata sul terrazzo o sul balcone e poi lasciarla decantare, in modo che il grosso dei sali non solubilizzati vadano sul fondo. Nel periodo vegetativo della tua camelia, l’acqua d’irrigazione deve essere abbondante, mentre in quello di riposo abbastanza scarsa. Qualora, a primavera, dovessi accorgerti che le sue radici trasbordino dal foro sottostante del vaso, intervieni con la rinvasatura. Prendi un vaso di misura superiore e, dopo aver fatto un substrato di argilla per evitare futuri ed eventuali ristagni d’acqua, riempilo di un terriccio prettamente acido, così composto: 2 parti di torba, 1 di terra d’erica e 1 di sabbia.