Come Fare Trazioni alla Sbarra in Casa

Le trazioni alla sbarra sono un esercizio molto semplice da effettuare ma comporta un dispendio molto alto delle energie, esistono due metodi per effettuarle ovvero quello con la presa inversa ( pollici verso l’esterno ) e quello con la presa prone ( pollici verso l’interno ).

Le trazioni alla sbarra più semplici da effettuare solo quelle con la presa inversa, posizionando i pollici verso l’esterno durante l’esercizio andrete a sollecitare oltre i dorsali anche i bicipiti e le spalle, utilizzando più muscoli contemporaneamente lo sforzo si suddividerà su 3 fasce muscolari e riuscirete a fare più ripetute per ogni serie.

Le trazioni alla sbarra con la presa prone, ovvero con i pollici verso l’interno, andrà a sollecitare quasi solo ed esclusivamente i muscoli dorsali, inizialmente se non siete ben allenati non riuscirete ad effettuare neanche una serie da 10 ripetute; l’esercizio consiste nell’afferrare la sbarra con le mani e tenendo le braccia ben distese sollevarsi portando il petto alla sbarra stessa senza la spinta delle gambe e discesa, attenzione non dovrete mai appoggiare i piedi a terra.

Esistono diversi modelli di sbarre, per scegliere quella più adatta per le proprie esigenze è possibile vedere questa guida sulla sbarra per le trazioni.

Di seguito troverete un programma che, seppur non riuscite a fare neanche una trazione, vi permetterà di arrivare a fare ben 10 trazioni alla sbarra con presa prone:

– Posizionate una sedia sotto la sbarra, aggrappatevi con le mani con i pollici verso l’esterno alla sbarra ( presa inversa ) ed effettuate solo la discesa

– Una volta effettuata la prima discesa appoggiate tranquillamente i piedi a terra e ripetete l’esercizio sempre partendo con i piedi sulla sedia, dovrete fare solo la discesa

– Dopo aver preso bene la mano con la discesa togliete la sedia e provate, sempre con la presa inversa, a svolgere anche la salita aiutandovi però con una leggera spinta delle gambe

– Dopo una paio di giorni di allenamento provate ad effettuare una serie di 10 trazioni alla sbarra con la presa inversa senza l’aiuto delle gambe

– Una volta superata questa fase dell’allenamento sarete pronti a provare a fare le trazioni alla sbarra con presa prone

Il risultato che dovrete cercar di ottenere è quello di una serie da 10 ripetute con la presa prone. Non ci resta che augurarvi buon allenamento

Come Coltivare la Camelia

In genere si conoscono 45 specie di camelie, di cui una decina si coltivano in giardino. Solo le varietà di Camelie japoniche vengono coltivate come piante d’appartamento.

Va detto che la camelia è purtroppo una pianta di difficile coltivazione, ma non per questo impossibile. Certo richiederà da parte tua impegno e attente cure colturali. Una volta in appartamento, devi pensare a collocarla in una zona non molto luminosa, diciamo in penombra, mai in pieno sole.

Risulta essere sempre preferibile, per assicurarle un buona umidità, che tu disponga, sotto il vaso che la contiene, un sottovaso con uno strato di ghiaia umida. La pianta ti darà, in autunno- inverno, le sue gemme floreali: saranno fiori cosiddetti “semplici”, a 5 petali o doppi, di colore rosa, rossi, bianchi, con screziature rosse o rosa, solitari o a gruppi. Tutto questo sarà reso possibile solo se la temperatura della stanza si sarà aggirata intorno ai 8-15°C. Poni quindi molta attenzione alla temperatura dell’ambiente dove l’hai locata. Se l’hai posta in un ambiente secco, con una temperatura superiore ai 18°C, puoi essere certo che non avrà una vita molto lunga. Dopo la fioritura, per 1 o 2 mesi, la tua camelia conoscerà un riposo vegetativo.

Per quanto riguarda la concimazione, durante il periodo vegetativo, dovrai somministrarle, ogni 2 settimane, del concime liquido, oppure quello organico proprio per le camelie. Dovrai concimarla un mese prima della fioritura e un mese e mezzo dopo la fioritura.
Per l’irrigazione sarà necessario che l’acqua sia priva di calcare. Come eliminare il calcare dall’acqua del rubinetto di casa? Falla semplicemente bollire a lungo, aspetta che il calcare si depositi e, una volta fredda, innaffia la tua camelia. Certo ti consiglio di fartene una bella scorta in modo che, al momento opportuno, ne potrai usufruire senza problemi.

Diciamo che, in quanto ad acqua non calcarea, l’ideale sarebbe proprio l’acqua piovana. Potresti raccoglierla in una capiente bacinella, posizionata sul terrazzo o sul balcone e poi lasciarla decantare, in modo che il grosso dei sali non solubilizzati vadano sul fondo. Nel periodo vegetativo della tua camelia, l’acqua d’irrigazione deve essere abbondante, mentre in quello di riposo abbastanza scarsa. Qualora, a primavera, dovessi accorgerti che le sue radici trasbordino dal foro sottostante del vaso, intervieni con la rinvasatura. Prendi un vaso di misura superiore e, dopo aver fatto un substrato di argilla per evitare futuri ed eventuali ristagni d’acqua, riempilo di un terriccio prettamente acido, così composto: 2 parti di torba, 1 di terra d’erica e 1 di sabbia.

Come Coltivare la Campanula Isophylla

Cerchi qualcosa di veramente speciale per abbellire al meglio la tua casa? Allora questa è la guida che fa al caso tuo. Imparerai a coltivare una bellissima piantina ornamentale, che ti darà la possibilità di dare alla tua casa quel tocco di colore e vivacità che gli mancava.

La campanula è una pianta perenne dai fusti sottili e ricadenti, è particolarmente indicata per la coltivazione all’interno di un cestino sospeso. Risulta essere caratterizzata da piccole foglie ovali o a forma di cuore dal bordo dentellato che, in estate vengono quasi del tutto nascoste da numerosi fiori a campanella di colore blu o viola. Esistono anche varietà dai fiori bianchi. Adesso che conosci meglio questa pianta ti insegnerò a coltivarla al meglio.

Per prima cosa dovrai scegliere la posizione ideale per soddisfare al meglio le esigenze della tua pianta. Dovrai sistemare la tua pianta in modo che riceva molta luce. Tuttavia, in estate evitale il sole diretto dietro la finestra. Ha inoltre bisogno di stare in una posizione bene areata. Se hai la possibilità in estate di metterla in esterno la tua pianta ne trarrà molto vantaggio. Nel periodo invernale invece dovrai rispettare il suo riposo vegetativo mettendola in un ambiente fresco sui 5-10°C.

Per coltivare al meglio la tua pianta dovrai rispettare qualche piccola regola. Dall’inizio della primavera alla fine dell’autunno dovrai bagnarla generosamente e, ogni dieci giorni, aggiungi anche del fertilizzante per piante fiorite. In inverno dovrai ridurre le annaffiature ma non lasciare mai seccare completamente il terreno.

Per conservare a lungo questa pianta dovrai dopo la fioritura tagliare i fusti quasi alla base, poi limita le annaffiature e metti la pianta in un locale fresco e areato per l’inverno. A primavera rinvasa la pianta e riportala in una posizione più calda aumentando gradatamente l’acqua. Manipola la pianta delicatamente perché i suoi fusti sono particolarmente delicati. Se vuoi ottenere un aspetto più cespuglioso cima le estremità dei fusti, in modo da indurre la crescita di nuovi fusti.

Cosa Vedere a Ravello

Ravello è uno degli incantevoli paesini della Costiera Amalfitana, il più elegante, il più chic, decisamente il più raffinato. La sua posizione elevata regala degli scorci panoramici sul Golfo di Salerno davvero unici ed indimenticabili. Ecco qualche consiglio sulle cose da vedere in un solo giorno.

A Ravello il parcheggio per le auto è molto costoso, soprattutto le zone più vicine al centro, quindi per non spendere un patrimonio è consigliabile arrivarci in moto (per la quale troverai dei parcheggi gratuiti o comunque meno cari) oppure organizzarsi in pullman. La cittadina, essendo molto piccola, si presta bene ad essere visitata in poco tempo.

La città fu fondata nel VI secolo e conserva ancora oggi lo splendore del passato grazie alla presenza di bellissime ville e numerose chiese. Non perdere la visita del Duomo medievale che custodisce alcune opere preziose come le porte bronzee e l’ambone decorato a mosaico. Passeggia per le stradine acciottolate e silenziose, goditii profumi dell’aria buona.

Da visitare, senz’ombra di dubbio, sono anche alcune bellissime ville quali: Villa Rufolo (biglietto circa 5,00 euro), da cui si gode un affascinante panorama sull’insenatura della sottostante Maiori, che ospita ogni estate il celebre Ravello Festival, un evento ricco di attività musicali. Un’altra meravigliosa Villa è quella di Cimbrone (biglietto circa 5,00 euro), situata sul punto più sporgente dello sperone ravellese. All’interno ti innamorerai del ricco e splendido giardino adorno di numerosissime e colorate specie floreali.

Come Coltivare la Centaurea

La Centaurea ha attirato l’attenzione dell’umanità fin dai tempi più antichi, per l’intensità del blu cielo dei capolini, che spiccava, un tempo, nei campi di grano e tra il rosso dei papaveri. Al genere Centaurea appartengono circa 600 specie annuali, biennali e perenni. Il colore dei fiori non è solo l’azzurro classico, ma anche il rosa, più o meno intenso, e il bianco, raramente il giallo. Vediamo in questa mia breve guida come poterle coltivare.

Potrai notare che dal punto di vista ornamentale sono molto poche le specie interessanti, ma la diffusione delle varietà selvatiche è enorme. Ne potrai trovare nel bacino del Mediterraneo, in Europa, nell’Asia temperata, nell’Africa tropico boreale, nell’America Settentrionale. La coltivazione è molto semplice: per ottenere i migliori risultati dovrai seminarli in settembre, direttamente a dimora.

Ricordati che il terreno deve essere ricco, leggero, sciolto, ma soprattutto drenato e concimato. La Centaurea gradisce una posizione soleggiata, prevalentemente esposta a mezzogiorno ed al riparo dei venti. Inoltre, i semi li devi spargere in solchi profondi circa 1.5 centimetri, alla distanza di circa 20 centimetri per le specie nane e 40 centimetri per le specie da taglio, che hanno solitamente un’altezza di 50 o 70 cm.

Le Centauree biennali non amano essere trapiantate, il trapianto blocca facilmente il loro sviluppo.Ti consiglio di diradare le piante in primavera, al momento della ripresa vegetativa. Per le specie alte è importante prevedere dei tutori, in modo che trovino un appoggio e crescano ben diritte. Ricordati che queste piante, coltivate industrialmente per la produzione di fiori recisi, non vengono colpite da malattie o parassiti specifici. Sono però piante esigenti dal punto di vista nutrizionale, quindi, dopo la preparazione del terreno d’impianto, provvedi ad una regolare concimazione settimanale.