Richiedere il certificato di regolare esecuzione è un passaggio importante quando si devono documentare lavori, servizi o forniture eseguiti in conformità a quanto previsto da un contratto. Il documento viene utilizzato soprattutto nell’ambito degli appalti pubblici, dove permette di attestare che le prestazioni sono state completate correttamente e può assumere rilievo per la liquidazione del saldo contrattuale. In determinate situazioni può essere richiesto anche nell’ambito di lavori privati, per documentare l’esito di un intervento.
La richiesta non consiste semplicemente nel compilare un modulo e presentarlo a un ufficio. Bisogna innanzitutto verificare se il certificato di regolare esecuzione sia previsto per il contratto interessato, individuare il soggetto competente al rilascio e accertarsi che siano disponibili i documenti necessari per effettuare le verifiche. Negli appalti pubblici, inoltre, l’emissione del certificato segue una procedura disciplinata dal Codice dei contratti pubblici e non può essere sostituita da una semplice dichiarazione dell’impresa esecutrice. Per evitare ritardi è quindi importante conoscere la funzione del certificato, le differenze rispetto al collaudo, i termini previsti e le modalità con cui sollecitarne l’emissione o richiederne una copia. Vediamo come richiedere il certificato di regolare esecuzione, a chi inviare la domanda, quali informazioni inserire nella comunicazione e cosa fare quando il documento non viene rilasciato.
Che Cos’è il Certificato di Regolare Esecuzione
Il certificato di regolare esecuzione, comunemente abbreviato con la sigla CRE, è un documento che attesta l’esecuzione delle prestazioni contrattuali secondo le condizioni previste dal contratto e dalla documentazione tecnica applicabile.
Negli appalti pubblici può sostituire, nei casi consentiti dalla normativa, il certificato di collaudo tecnico-amministrativo dei lavori oppure il certificato di verifica di conformità relativo a servizi e forniture.
La sua funzione consiste nel documentare l’esito positivo delle verifiche sull’esecuzione del contratto. Non basta quindi accertare che l’impresa abbia dichiarato di avere terminato le proprie attività. Occorre verificare che le prestazioni siano state svolte correttamente, secondo quanto richiesto dalla stazione appaltante.
Nel caso di lavori edili, per esempio, il controllo può riguardare la corrispondenza tra le opere effettivamente realizzate e quelle previste dal progetto, dal capitolato e dalle eventuali modifiche contrattuali autorizzate.
Per un contratto di fornitura, invece, la verifica può riguardare la consegna dei beni richiesti, le quantità, le caratteristiche tecniche e il rispetto delle condizioni contrattuali.
È importante distinguere il certificato di regolare esecuzione da una generica attestazione di completamento. Il CRE, quando previsto dalla disciplina degli appalti pubblici, viene emesso nell’ambito di una procedura formale e da soggetti individuati dalla normativa.
Quando Serve il Certificato di Regolare Esecuzione
Il certificato viene utilizzato principalmente nella fase conclusiva dell’esecuzione di un contratto, quando le prestazioni sono state ultimate e occorre verificarne la regolarità.
Negli appalti pubblici di lavori può essere impiegato in sostituzione del collaudo tecnico-amministrativo nei casi consentiti dal Decreto Legislativo 36/2023 e dal relativo Allegato II.14.
L’articolo 28 dell’Allegato II.14 prevede questa possibilità per lavori di importo pari o inferiore a un milione di euro, quando la stazione appaltante si avvale della relativa facoltà. Per lavori di importo superiore a un milione di euro ma inferiore alla soglia europea pertinente, la sostituzione è possibile soltanto alle condizioni previste dalla disposizione.
Sono infatti previste esclusioni per determinate categorie di opere, tra cui alcuni interventi strutturali particolarmente complessi, lavori di miglioramento o adeguamento sismico e altre situazioni espressamente individuate dalla normativa.
La possibilità di utilizzare il CRE non deve quindi essere considerata automatica per qualsiasi appalto. Bisogna verificare l’importo, la natura delle prestazioni, il quadro normativo applicabile e le decisioni della stazione appaltante.
Per servizi e forniture sotto le soglie europee, l’articolo 50, comma 7, del Codice dei contratti pubblici consente alla stazione appaltante di sostituire la verifica di conformità con il certificato di regolare esecuzione.
Il documento può inoltre assumere rilievo nei procedimenti di rendicontazione di interventi finanziati con risorse pubbliche, quando le regole del finanziamento richiedono di dimostrare il completamento e la regolarità delle prestazioni.
Per verificare le disposizioni applicabili è possibile consultare il Decreto Legislativo 36/2023 su Normattiva, con particolare riferimento agli articoli 50 e 116 e all’Allegato II.14.
Chi Può Richiedere il Certificato di Regolare Esecuzione
La richiesta può provenire da soggetti differenti, a seconda della natura del contratto e della finalità per cui il documento viene richiesto.
Negli appalti pubblici, l’impresa esecutrice è generalmente il soggetto maggiormente interessato all’emissione del certificato, perché il documento può essere collegato alla conclusione delle verifiche e alle successive attività di liquidazione del corrispettivo.
Il legale rappresentante dell’impresa, oppure un soggetto dotato di poteri appropriati, può quindi inviare una comunicazione alla stazione appaltante per chiedere informazioni sullo stato della procedura o sollecitare l’emissione del certificato.
La richiesta può essere presentata anche da un professionista incaricato, purché agisca nei limiti dei poteri ricevuti.
È importante chiarire che l’impresa non rilascia autonomamente il CRE previsto dal Codice dei contratti pubblici. Può comunicare l’ultimazione delle prestazioni, fornire documentazione e richiedere il completamento delle verifiche, ma la certificazione deve essere emessa dai soggetti competenti.
Un’altra situazione riguarda chi ha bisogno di ottenere una copia di un certificato già formato. In questo caso non si chiede una nuova verifica tecnica, ma il rilascio di un documento esistente.
Le due richieste devono essere tenute distinte, perché seguono presupposti e procedure differenti.
Chi Rilascia il Certificato di Regolare Esecuzione
Negli appalti pubblici di lavori, il certificato di regolare esecuzione viene emesso dal direttore dei lavori.
Il direttore dei lavori è il professionista o il soggetto incaricato di controllare l’esecuzione tecnica, contabile e amministrativa dell’intervento, nell’ambito delle competenze attribuitegli dalla normativa e dall’incarico ricevuto.
Una volta effettuate le verifiche necessarie, il direttore dei lavori redige il certificato e lo trasmette al Responsabile Unico del Progetto, indicato con la sigla RUP.
Il RUP prende atto del documento e ne conferma la completezza, secondo quanto previsto dall’articolo 28 dell’Allegato II.14.
Per gli appalti di servizi e forniture, l’articolo 50, comma 7, prevede che il certificato possa essere rilasciato dal RUP oppure dal direttore dell’esecuzione, quando nominato.
L’articolo 38 dell’Allegato II.14 disciplina inoltre l’emissione del certificato di regolare esecuzione per servizi e forniture nei casi in cui la verifica di conformità venga sostituita dal CRE.
Prima di inoltrare la richiesta è quindi opportuno verificare se il contratto riguarda lavori, servizi o forniture e individuare il responsabile competente.
Non bisogna inviare automaticamente la domanda al direttore dei lavori quando si tratta di una fornitura di beni o di un servizio, perché potrebbe non essere prevista questa figura.
A Chi Presentare la Richiesta di Certificato di Regolare Esecuzione
Quando il contratto è stato stipulato con una pubblica amministrazione, la richiesta dovrebbe essere indirizzata alla stazione appaltante, facendo riferimento al RUP e all’ufficio competente per l’esecuzione del contratto.
Per esempio, se un’impresa ha eseguito lavori per un Comune, la comunicazione può essere indirizzata al Comune stesso, all’attenzione del RUP incaricato dell’intervento.
Se il contratto è stato affidato da un ente sanitario, da un’università o da un’altra amministrazione, bisogna individuare l’ufficio che gestisce l’appalto.
Il nominativo del RUP è generalmente riportato nella documentazione della procedura, negli atti di affidamento o nelle comunicazioni contrattuali.
Se non è conosciuto, è possibile contattare l’ufficio contratti o l’ufficio tecnico dell’amministrazione per chiedere a chi debba essere trasmessa la richiesta.
Quando il rapporto viene gestito attraverso una piattaforma digitale di approvvigionamento, può essere necessario utilizzare gli strumenti di comunicazione previsti dalla procedura.
La domanda dovrebbe sempre fare riferimento al contratto specifico, evitando comunicazioni generiche che non permettono all’amministrazione di individuare rapidamente l’intervento.
Quando Presentare la Richiesta del Certificato
Il momento corretto per richiedere l’emissione del CRE è generalmente successivo all’ultimazione delle prestazioni contrattuali.
Nel caso dei lavori pubblici, il direttore dei lavori deve poter verificare che le opere siano state completate e che sussistano le condizioni necessarie per la certificazione.
Prima di presentare la richiesta, l’impresa dovrebbe quindi accertarsi di avere comunicato formalmente l’ultimazione dei lavori e di avere consegnato la documentazione richiesta dal contratto.
Tra i documenti che possono assumere rilievo rientrano il certificato di ultimazione dei lavori, gli elaborati finali, le certificazioni dei materiali e i risultati delle prove tecniche previste.
Se sono ancora presenti lavorazioni da completare o contestazioni sulla qualità delle opere, la verifica potrebbe non concludersi immediatamente con un esito positivo.
Per servizi e forniture, invece, il completamento deve essere valutato in relazione alle prestazioni previste dal contratto.
Per esempio, nella fornitura di apparecchiature informatiche potrebbe essere necessario verificare non soltanto la consegna dei prodotti, ma anche l’installazione, la configurazione e le eventuali prove funzionali, quando comprese nell’affidamento.
Presentare una richiesta completa dopo l’ultimazione delle prestazioni permette di evitare solleciti prematuri e rende più semplice individuare eventuali documenti mancanti.
Quali Documenti Servono per Richiedere il Certificato di Regolare Esecuzione
Non esiste un elenco di allegati identico per ogni appalto. I documenti necessari dipendono dalla natura delle prestazioni, dalla complessità dell’intervento e dalle condizioni previste dal contratto.
Per identificare correttamente l’appalto è utile avere a disposizione il contratto, gli eventuali atti aggiuntivi, il Codice Identificativo di Gara, indicato come CIG, e il Codice Unico di Progetto, o CUP, quando previsto.
Nel caso di lavori, possono risultare utili la documentazione relativa alla consegna e all’ultimazione delle opere, lo stato finale, gli atti contabili e le certificazioni tecniche richieste.
Se durante l’esecuzione sono state approvate varianti, è importante che la documentazione finale tenga conto delle modifiche autorizzate.
Per gli interventi impiantistici possono essere necessari ulteriori documenti, come dichiarazioni di conformità, rapporti di prova e manuali tecnici, nei casi previsti dal contratto e dalla normativa di settore.
Per servizi e forniture è invece utile raccogliere i documenti di consegna, i verbali di verifica, i rapporti di attività e gli eventuali esiti dei test funzionali.
Non sempre è necessario allegare nuovamente tutta questa documentazione alla richiesta. Se gli atti sono già disponibili nel fascicolo dell’appalto, può essere sufficiente richiamarli nella comunicazione.
Quando mancano documenti essenziali, però, è opportuno completarli prima di sollecitare il rilascio del certificato.
Come Presentare la Richiesta Tramite PEC
La Posta Elettronica Certificata rappresenta uno strumento utile per inviare una richiesta formale alla stazione appaltante, quando tale modalità è ammessa per le comunicazioni relative al contratto.
La PEC permette di conservare la ricevuta di accettazione e quella di avvenuta consegna, documentando l’invio del messaggio all’indirizzo utilizzato.
Prima di procedere è necessario verificare l’indirizzo ufficiale dell’ente e le eventuali modalità di comunicazione previste dagli atti contrattuali.
La richiesta dovrebbe avere un oggetto chiaro, contenente il riferimento al contratto e, quando disponibile, il CIG.
Nel testo è opportuno indicare la denominazione dell’impresa, la prestazione eseguita, la data di ultimazione e la finalità della richiesta.
Se il certificato non è ancora stato emesso, è preferibile chiedere il completamento delle verifiche e il rilascio del documento, anziché formulare una richiesta che presupponga l’esistenza di un certificato già disponibile.
Se invece il CRE risulta emesso, la comunicazione può essere formulata come richiesta di trasmissione della relativa copia.
La domanda deve essere sottoscritta dal soggetto legittimato, utilizzando le modalità di firma richieste o ammesse dall’amministrazione.
È opportuno conservare il messaggio inviato, gli allegati e le ricevute PEC, in modo da poter ricostruire le comunicazioni in caso di ritardi.
Esempio di Richiesta del Certificato di Regolare Esecuzione
Per sollecitare l’emissione del certificato relativo a un appalto pubblico è possibile utilizzare una comunicazione semplice, adattandola al contratto e alla documentazione disponibile.
Spett.le ____________________
Ufficio ____________________
Alla cortese attenzione del Responsabile Unico del Progetto
Oggetto: Richiesta di emissione del certificato di regolare esecuzione relativo al contratto ____________________ – CIG ____________________ – CUP ____________________
Il/La sottoscritto/a ____________________, in qualità di ____________________ dell’impresa ____________________, con sede in ____________________, codice fiscale e partita IVA ____________________,
premesso che l’impresa ha eseguito le prestazioni previste dal contratto ____________________, avente per oggetto ____________________, affidato da ____________________,
considerato che le attività contrattuali sono state ultimate in data ____________________, come risulta dalla documentazione trasmessa alla stazione appaltante,
chiede che vengano completate, ove non ancora effettuate, le verifiche di competenza ai fini dell’emissione del certificato di regolare esecuzione, qualora previsto e applicabile al contratto indicato.
Si chiede inoltre di conoscere lo stato del relativo procedimento e di ricevere copia del certificato una volta emesso.
Ai fini dell’istruttoria si richiamano i seguenti documenti: ____________________.
Si resta a disposizione per eventuali chiarimenti e per la trasmissione di ulteriore documentazione necessaria.
Recapito PEC: ____________________
Recapito telefonico: ____________________
Luogo e data: ____________________
Firma: ____________________
Questo testo costituisce un esempio di comunicazione, non un modello ufficiale obbligatorio. Se il contratto prevede una procedura specifica oppure una piattaforma dedicata, la domanda deve essere adattata alle relative istruzioni.
Quanto Tempo Serve per Ottenere il Certificato di Regolare Esecuzione
Negli appalti pubblici, il termine di riferimento è stabilito dal Codice dei contratti pubblici.
L’articolo 50, comma 7, del Decreto Legislativo 36/2023 prevede che il certificato di regolare esecuzione venga emesso non oltre tre mesi dalla data di ultimazione delle prestazioni oggetto del contratto, nei casi disciplinati dalla disposizione.
Per i lavori, anche l’articolo 28 dell’Allegato II.14 stabilisce che il certificato debba essere emesso dal direttore dei lavori entro tre mesi dalla data di ultimazione.
Il documento deve poi essere trasmesso al RUP, che ne prende atto e ne conferma la completezza.
Il termine non deve essere confuso con quello previsto per il collaudo finale o per la verifica di conformità ordinaria. L’articolo 116 del Codice disciplina questi ultimi procedimenti con termini differenti, prevedendo anche disposizioni particolari per i casi di maggiore complessità.
È quindi importante verificare quale procedimento sia effettivamente previsto per l’appalto.
Inoltre, il termine per l’emissione del certificato non coincide necessariamente con il tempo necessario per riceverne una copia dopo che il documento è già stato formato.
Se il termine previsto è trascorso e non sono disponibili informazioni sullo stato della procedura, l’impresa può inviare un sollecito motivato, chiedendo chiarimenti sugli accertamenti ancora da completare.
Cosa Deve Contenere il Certificato di Regolare Esecuzione
Il contenuto minimo del certificato è disciplinato dall’Allegato II.14 al Codice dei contratti pubblici.
Per i lavori, l’articolo 28 richiede l’indicazione degli estremi del contratto e degli eventuali atti aggiuntivi, dell’esecutore, del nominativo del direttore dei lavori e delle informazioni relative ai tempi di esecuzione delle prestazioni.
Devono essere riportati anche l’importo totale oppure l’importo a saldo da pagare all’esecutore e l’attestazione della regolare esecuzione.
Il documento deve contenere informazioni sufficienti per identificare con precisione l’intervento e collegare l’esito delle verifiche al contratto interessato.
Per servizi e forniture, l’articolo 38 dell’Allegato II.14 prevede contenuti analoghi, adattati alla natura delle prestazioni e alla figura responsabile della direzione dell’esecuzione.
La documentazione può essere più articolata quando l’appalto comprende numerose attività, prestazioni distribuite nel tempo o modifiche contrattuali.
Nel caso di interventi finanziati attraverso programmi pubblici, possono essere richieste informazioni aggiuntive necessarie alla rendicontazione.
Per esempio, le indicazioni pubblicate sul portale PA digitale 2026 raccomandano, per i progetti interessati, di riportare i riferimenti progettuali, il CIG e il CUP, la descrizione delle attività completate e i documenti contrattuali pertinenti.
Prima di utilizzare il certificato per una specifica finalità, è quindi opportuno verificare che contenga tutte le informazioni richieste dal procedimento di destinazione.
Come Viene Verificata la Regolare Esecuzione dei Lavori
Il rilascio del CRE deve essere preceduto dalle verifiche necessarie per accertare che l’opera sia stata eseguita correttamente.
Il direttore dei lavori valuta la corrispondenza delle lavorazioni rispetto al contratto, alla documentazione progettuale e alle eventuali modifiche regolarmente approvate.
Tra gli aspetti da controllare possono rientrare la qualità delle lavorazioni, le quantità eseguite, il rispetto delle prescrizioni tecniche e l’esito delle prove previste.
È necessario considerare anche la documentazione contabile finale, perché il certificato contiene informazioni relative all’importo contrattuale o al saldo da corrispondere.
Non tutte le verifiche richiedono necessariamente nuove prove sul posto. Alcuni accertamenti possono basarsi su controlli già effettuati durante l’esecuzione e correttamente documentati.
In altri casi, invece, possono essere necessarie ulteriori verifiche per accertare il funzionamento di un impianto o la conformità di una specifica lavorazione.
Il direttore dei lavori non può attestare positivamente una prestazione soltanto perché l’impresa ha dichiarato di averla completata.
Quando emergono difformità o attività incomplete, bisogna valutare gli interventi necessari per regolarizzare la situazione prima della conclusione positiva delle verifiche.
Certificato di Regolare Esecuzione per Servizi e Forniture
Il CRE non riguarda esclusivamente i lavori edili. Può essere utilizzato anche per documentare l’esecuzione di contratti pubblici aventi a oggetto servizi e forniture.
In questo caso, la regolarità deve essere valutata rispetto alle prestazioni effettivamente richieste.
Per una fornitura di arredi, per esempio, può essere necessario verificare che i beni siano stati consegnati nelle quantità pattuite e che rispettino le caratteristiche tecniche indicate nel capitolato.
Per un servizio di manutenzione, invece, la verifica può riguardare gli interventi eseguiti, le attività documentate e il rispetto delle condizioni contrattuali.
Quando il contratto comprende servizi informatici, può essere necessario valutare anche il completamento delle configurazioni, il funzionamento delle soluzioni realizzate e la consegna della documentazione prevista.
Per i contratti sotto soglia, l’articolo 50, comma 7, prevede che il certificato possa essere rilasciato dal RUP o dal direttore dell’esecuzione, se nominato.
È quindi importante non utilizzare automaticamente un modello predisposto per lavori edili. Il documento deve descrivere le prestazioni realmente oggetto dell’appalto e gli accertamenti pertinenti.
Quando il contratto comprende prestazioni periodiche o continuative, bisogna verificare anche le modalità previste per i controlli durante l’esecuzione e per l’accertamento finale.
Come Richiedere una Copia del Certificato Già Emesso
Se il certificato di regolare esecuzione è stato già formato, la richiesta deve essere impostata diversamente rispetto a un sollecito di emissione.
In questo caso si chiede di ottenere una copia di un documento amministrativo esistente.
L’impresa che ha eseguito l’appalto può innanzitutto rivolgersi al RUP o all’ufficio competente, indicando il contratto e chiedendo la trasmissione del documento.
Se la copia non viene fornita attraverso i normali rapporti contrattuali, può essere necessario presentare una richiesta formale di accesso documentale secondo la Legge 241/1990.
Il diritto di accesso documentale è riconosciuto ai soggetti che dimostrano un interesse diretto, concreto e attuale, collegato a una situazione giuridicamente tutelata e al documento richiesto.
L’istanza deve essere motivata e indirizzata all’amministrazione che ha formato il documento oppure che lo detiene stabilmente.
Secondo l’articolo 25 della Legge 241/1990, l’accesso consente di prendere visione degli atti ed estrarne copia, nei limiti previsti dalla normativa.
La disciplina prevede generalmente un termine di trenta giorni per la conclusione del procedimento di accesso, salve le particolarità applicabili. Trascorso inutilmente il termine, la richiesta si intende respinta secondo le disposizioni sull’accesso documentale.
Questa scadenza di trenta giorni non deve essere confusa con il termine di tre mesi previsto per l’emissione del CRE.
Le informazioni sulle modalità di accesso possono essere consultate nella pagina del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti dedicata all’accesso ai documenti amministrativi.
Certificato di Regolare Esecuzione e Collaudo: Qual è la Differenza
Il certificato di regolare esecuzione e il certificato di collaudo hanno finalità collegate, ma non sono documenti identici.
Il collaudo tecnico-amministrativo dei lavori pubblici costituisce una procedura di verifica disciplinata dal Codice dei contratti pubblici e dalle disposizioni attuative.
Il certificato di regolare esecuzione rappresenta invece una modalità semplificata di accertamento utilizzabile nei casi consentiti dalla normativa.
La possibilità di sostituire il collaudo con il CRE dipende dall’importo e dalle caratteristiche dell’appalto, oltre che dalle condizioni previste dal Codice.
Per alcune opere, soprattutto quando presentano particolari complessità strutturali o rientrano nelle esclusioni dell’Allegato II.14, il CRE non può essere utilizzato come sostituto del collaudo tecnico-amministrativo.
È importante distinguere inoltre il collaudo tecnico-amministrativo dal collaudo statico, che riguarda la sicurezza delle strutture ed è disciplinato da disposizioni specifiche.
Il fatto che venga emesso un certificato di regolare esecuzione nell’ambito dell’appalto non elimina automaticamente gli obblighi relativi a collaudi, verifiche e dichiarazioni previsti da altre normative.
Per questo motivo, prima di richiedere il documento, è opportuno controllare quale tipo di certificazione sia effettivamente necessario.
Certificato di Regolare Esecuzione e Certificato di Ultimazione Lavori
Il certificato di ultimazione dei lavori e quello di regolare esecuzione svolgono funzioni differenti.
Il primo serve a documentare che le opere sono state ultimate a una determinata data, secondo le modalità previste dalla disciplina e dagli atti contrattuali.
Il secondo riguarda invece la verifica della corretta esecuzione delle prestazioni.
Un lavoro può quindi risultare ultimato senza che sia stato ancora emesso il certificato di regolare esecuzione.
Per esempio, un’impresa può avere terminato la realizzazione di un impianto, ma il direttore dei lavori potrebbe dover ancora verificare alcuni documenti tecnici o completare gli accertamenti necessari.
La data di ultimazione assume particolare rilievo perché da essa decorrono i termini previsti per l’emissione del CRE negli appalti disciplinati dalle disposizioni richiamate.
Se l’impresa deve sollecitare il certificato, è quindi importante indicare nella richiesta la data di ultimazione risultante dalla documentazione ufficiale.
Non bisogna utilizzare il certificato di ultimazione come se attestasse automaticamente la regolarità tecnica e contrattuale di tutte le lavorazioni.
Certificato di Regolare Esecuzione e Certificato di Esecuzione Lavori
Un’altra distinzione importante riguarda il Certificato di Esecuzione Lavori, comunemente indicato con la sigla CEL.
Il CEL è utilizzato soprattutto per documentare l’esecuzione di lavori ai fini della qualificazione degli operatori economici e delle procedure previste dalla normativa sui contratti pubblici.
Il certificato di regolare esecuzione, invece, attesta l’esito delle verifiche sull’esecuzione del contratto.
Le due certificazioni possono contenere informazioni collegate, ma non sono automaticamente intercambiabili.
Un’impresa che necessita di documentare lavori eseguiti per ottenere o aggiornare un’attestazione SOA deve quindi verificare se sia richiesto un CEL e non limitarsi a domandare genericamente un certificato di regolare esecuzione.
Le regole per il rilascio dei certificati di esecuzione lavori e per la qualificazione degli operatori economici sono disciplinate da disposizioni specifiche e dalle indicazioni dell’Autorità Nazionale Anticorruzione.
Il riferimento ufficiale per gli approfondimenti è il sito ANAC.
Prima di inviare la domanda è quindi utile chiarire la finalità del documento: attestare la regolarità conclusiva di un appalto oppure dimostrare lavori eseguiti per una procedura di qualificazione.
Si Può Richiedere il Certificato di Regolare Esecuzione per Lavori Privati
Il certificato di regolare esecuzione può essere richiesto anche nell’ambito di lavori affidati da un committente privato, ma occorre distinguere questa situazione dalla procedura prevista per gli appalti pubblici.
Nei rapporti privati, la possibilità di ottenere un’attestazione di regolare esecuzione dipende dal contratto, dall’incarico del direttore dei lavori e dalla natura dell’intervento.
Un proprietario che ha commissionato una ristrutturazione potrebbe, per esempio, chiedere al professionista incaricato della direzione lavori di documentare che le opere sono state eseguite secondo il progetto e gli accordi contrattuali.
La richiesta deve però essere coerente con le verifiche che il professionista può effettivamente svolgere e con le responsabilità derivanti dall’incarico.
Non esiste una procedura generale per cui ogni committente privato possa richiedere a un ufficio pubblico il rilascio di un CRE relativo a qualsiasi lavoro effettuato nella propria abitazione.
Inoltre, una generica attestazione di regolare esecuzione non sostituisce automaticamente i documenti previsti dalla normativa edilizia.
Tra questi possono rientrare la dichiarazione di conformità degli impianti, il collaudo statico e gli atti necessari per la segnalazione certificata di agibilità, quando richiesti.
Per determinati interventi strutturali, l’articolo 67 del DPR 380/2001 prevede una specifica dichiarazione di regolare esecuzione resa dal direttore dei lavori in luogo del collaudo statico, nei casi espressamente disciplinati. Questa dichiarazione non deve essere confusa con il CRE degli appalti pubblici.
Se il documento serve per una pratica edilizia, è quindi indispensabile verificare quale attestazione sia richiesta dalla normativa applicabile all’intervento.
Il Certificato di Regolare Esecuzione Serve per Ottenere il Saldo dei Lavori
Negli appalti pubblici, l’emissione del certificato di regolare esecuzione può assumere un ruolo importante nella fase di liquidazione finale del corrispettivo.
L’Allegato II.14 al Codice dei contratti pubblici collega il CRE alle disposizioni relative al pagamento della rata di saldo e allo svincolo delle garanzie contrattuali.
È necessario però evitare di considerare il certificato come un documento che determina automaticamente il pagamento immediato di qualsiasi somma richiesta dall’impresa.
La liquidazione deve tenere conto degli importi effettivamente dovuti, della contabilità finale e delle verifiche previste dalla normativa e dal contratto.
Un chiarimento importante è stato fornito dal Servizio Supporto Giuridico del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con il parere n. 4150 del 21 aprile 2026.
Secondo il parere, nel caso del certificato di regolare esecuzione dei lavori, l’emissione del documento e la successiva conferma del RUP comportano l’accettazione dell’opera nel quadro esaminato, consentendo di procedere al pagamento del saldo senza la garanzia specificamente prevista per la rata di saldo nella diversa fase del collaudo provvisorio.
Restano comunque rilevanti le responsabilità per i difetti e i vizi dell’opera previste dalle disposizioni applicabili, compresi gli articoli 1667 e 1669 del Codice Civile.
Chi richiede il certificato per ottenere il saldo dovrebbe quindi verificare anche la situazione contabile del contratto e l’eventuale presenza di contestazioni ancora aperte.
Cosa Fare se il Certificato di Regolare Esecuzione Non Viene Rilasciato
Se il termine previsto è trascorso e il certificato non è ancora disponibile, la prima cosa da fare consiste nel verificare lo stato del procedimento.
Non sempre il ritardo dipende da un semplice problema amministrativo. Potrebbero essere ancora necessari controlli tecnici, integrazioni documentali oppure chiarimenti relativi alle prestazioni eseguite.
È opportuno contattare il RUP o l’ufficio competente e chiedere quali attività risultino ancora da completare.
Se non viene fornita una risposta soddisfacente, è possibile inviare un sollecito scritto, richiamando il contratto, la data di ultimazione e le disposizioni applicabili.
La comunicazione dovrebbe chiedere informazioni sullo stato della procedura e sulle ragioni che impediscono l’emissione del documento.
È importante mantenere un tono formale e documentare le comunicazioni, evitando richieste generiche o ripetute telefonate prive di riscontro scritto.
Se emergono contestazioni sulla qualità delle prestazioni, bisogna affrontarle nel rispetto delle procedure contrattuali, verificando la documentazione tecnica e gli eventuali obblighi di intervento dell’impresa.
Quando il ritardo produce conseguenze economiche rilevanti oppure coinvolge contestazioni formali, può essere opportuno rivolgersi a un professionista esperto in contratti pubblici per valutare gli strumenti di tutela disponibili.
Come Scrivere un Sollecito per il Certificato di Regolare Esecuzione
Il sollecito dovrebbe essere utilizzato quando l’impresa ha già comunicato l’ultimazione delle prestazioni e desidera ottenere informazioni o una conclusione della procedura.
È utile richiamare l’eventuale richiesta precedente, indicando la data e il numero di protocollo, se disponibile.
Un esempio di comunicazione può essere formulato nel modo seguente.
Spett.le ____________________
Alla cortese attenzione del RUP ____________________
Oggetto: Sollecito emissione certificato di regolare esecuzione – Contratto ____________________ – CIG ____________________
Con riferimento al contratto indicato in oggetto, relativo a ____________________, la scrivente impresa comunica di avere ultimato le prestazioni in data ____________________, come risulta dalla documentazione già trasmessa.
Considerato il tempo trascorso dall’ultimazione e richiamate le disposizioni applicabili in materia di certificazione della regolare esecuzione, si chiede cortesemente di conoscere lo stato delle verifiche e le eventuali attività ancora necessarie per l’emissione del relativo certificato.
Qualora il documento sia già stato emesso, si richiede la trasmissione di una copia.
Si resta disponibili per eventuali integrazioni documentali e si chiede un riscontro scritto alla presente comunicazione.
Distinti saluti.
Luogo e data ____________________
Firma ____________________
Il testo deve essere adattato alla situazione concreta e non sostituisce le eventuali procedure formali previste dagli atti di gara o dal contratto.
Cosa Succede se Vengono Riscontrati Difetti o Lavori Incompleti
Il certificato di regolare esecuzione presuppone un esito positivo delle verifiche previste.
Se durante i controlli vengono individuate difformità, lavorazioni incomplete o problemi tecnici, è necessario valutare come regolarizzare la situazione.
Non tutte le anomalie hanno necessariamente la stessa gravità. Alcune possono riguardare aspetti documentali, mentre altre possono interessare direttamente la qualità o la conformità delle opere.
Se manca una certificazione tecnica prevista dal contratto, potrebbe essere sufficiente completare la documentazione.
Se invece un elemento realizzato non rispetta le specifiche progettuali, potrebbe essere necessario eseguire ulteriori lavorazioni o interventi correttivi.
Le modalità di gestione delle difformità dipendono dalle disposizioni contrattuali e dalle competenze dei soggetti incaricati della direzione e del controllo dell’esecuzione.
È importante che le eventuali contestazioni vengano documentate e gestite attraverso le procedure previste.
L’impresa non dovrebbe considerare automaticamente ingiustificato il mancato rilascio del CRE quando sono presenti anomalie ancora da verificare.
Allo stesso modo, la stazione appaltante deve gestire le verifiche e le eventuali contestazioni nel rispetto delle regole applicabili.
Quanto Costa Richiedere il Certificato di Regolare Esecuzione
Non esiste una tariffa unica nazionale che l’impresa debba pagare per ogni richiesta di certificato di regolare esecuzione relativa a un appalto pubblico.
L’emissione del documento rientra nelle attività previste dalla disciplina dell’esecuzione contrattuale e viene svolta dai soggetti competenti.
La semplice presentazione di un sollecito o di una comunicazione attraverso i canali contrattuali non deve essere confusa con l’affidamento di un nuovo incarico professionale.
Possono invece esistere costi collegati alle modalità utilizzate per inviare la richiesta, come quelli eventualmente sostenuti per servizi postali o per l’assistenza di un professionista.
Se viene richiesta una copia attraverso un procedimento formale di accesso documentale, possono trovare applicazione i costi di riproduzione e gli altri oneri previsti dalla normativa.
L’articolo 25 della Legge 241/1990 stabilisce che l’esame dei documenti è gratuito, mentre il rilascio di copie può essere subordinato al rimborso dei costi di riproduzione, salve le disposizioni relative a bollo e diritti applicabili.
Nei lavori privati, invece, il costo di una certificazione tecnica dipende dal contenuto dell’incarico professionale e dalle verifiche effettivamente necessarie.
Prima di richiedere un’attestazione aggiuntiva a un professionista, è quindi opportuno verificare se tale attività sia già compresa nell’incarico sottoscritto.
Si Può Ottenere il Certificato di Regolare Esecuzione Online
Non esiste un portale nazionale unico attraverso il quale qualsiasi impresa possa richiedere e scaricare il CRE di tutti gli appalti pubblici.
Le modalità operative dipendono dalla stazione appaltante e dagli strumenti utilizzati per gestire il contratto.
Alcune amministrazioni possono mettere a disposizione sistemi informatici per le comunicazioni relative all’esecuzione, mentre altre gestiscono determinate richieste attraverso PEC e protocollo informatico.
Quando il documento è necessario per la rendicontazione di progetti finanziati, possono esistere piattaforme dedicate che richiedono il caricamento del certificato e di ulteriori allegati.
In questi casi bisogna distinguere l’emissione del CRE dalla sua trasmissione al soggetto che gestisce il finanziamento.
Il fatto che una piattaforma richieda di caricare il certificato non significa necessariamente che sia la piattaforma stessa a rilasciarlo.
Per individuare la procedura corretta è opportuno consultare gli atti contrattuali, le istruzioni della stazione appaltante e, quando pertinente, le regole del programma di finanziamento.
Gli Errori da Evitare nella Richiesta del Certificato
Uno degli errori più comuni consiste nel richiedere il certificato di regolare esecuzione senza verificare se sia effettivamente previsto per il contratto interessato.
Per alcune opere e determinate categorie di intervento potrebbe essere necessario un procedimento di collaudo, senza possibilità di sostituirlo con il CRE.
Un altro errore riguarda l’invio della richiesta a un ufficio non competente. Quando il contratto è gestito da una pubblica amministrazione, è importante identificare il RUP e utilizzare i canali di comunicazione previsti.
Bisogna inoltre evitare di omettere riferimenti essenziali come il numero del contratto, il CIG e la data di ultimazione delle prestazioni.
Una richiesta priva di questi elementi può richiedere ulteriori chiarimenti e rallentare l’individuazione della pratica.
Un problema frequente riguarda anche la documentazione incompleta. Se l’impresa non ha consegnato gli elaborati finali o le certificazioni tecniche richieste, potrebbe essere necessario integrare gli atti prima della conclusione delle verifiche.
È altrettanto importante non confondere il CRE con il CEL, il certificato di ultimazione lavori oppure la dichiarazione di conformità degli impianti. Ogni documento ha una funzione specifica.
Infine, non bisogna considerare il rilascio del certificato come una rinuncia automatica a ogni possibile responsabilità relativa all’opera. Le responsabilità per vizi e difetti devono essere valutate secondo le disposizioni contrattuali e normative applicabili.
Come Conservare e Utilizzare il Certificato di Regolare Esecuzione
Una volta ottenuto il certificato, è importante conservarlo insieme alla documentazione dell’appalto.
Il CRE può essere utile per documentare la conclusione delle verifiche e ricostruire l’esito dell’esecuzione contrattuale.
L’impresa dovrebbe archiviarlo insieme al contratto, agli eventuali atti aggiuntivi, alla contabilità finale e alle comunicazioni relative all’ultimazione delle prestazioni.
Se il certificato viene rilasciato in formato digitale, è opportuno conservarne il file originale, comprensivo delle eventuali firme elettroniche, senza limitarsi a stamparlo o convertirlo in un formato che non permetta più di verificare agevolmente le sottoscrizioni.
Quando il documento deve essere trasmesso a una banca, a un ente finanziatore o a un altro soggetto, bisogna verificare quali caratteristiche formali siano richieste.
In alcune situazioni può essere sufficiente una copia del documento, mentre in altre possono essere necessarie ulteriori attestazioni o modalità specifiche di trasmissione.
La corretta conservazione è particolarmente importante quando l’appalto è soggetto a controlli successivi o a obblighi di rendicontazione.
Come Richiedere Correttamente il Certificato di Regolare Esecuzione
Per richiedere il certificato di regolare esecuzione bisogna innanzitutto verificare che il documento sia previsto per il contratto e che le prestazioni risultino ultimate. Negli appalti pubblici di lavori, il certificato viene emesso dal direttore dei lavori e trasmesso al RUP; per servizi e forniture si applicano le competenze previste dal Codice dei contratti pubblici.
La richiesta può essere indirizzata alla stazione appaltante attraverso i canali contrattuali, indicando gli estremi dell’affidamento, il CIG, l’eventuale CUP e la data di ultimazione. Se il certificato è già stato formato, è possibile chiederne una copia, eventualmente ricorrendo alle procedure di accesso documentale quando ne sussistono i presupposti. Il passo più utile prima di inviare la comunicazione consiste nel recuperare il contratto e verificare quale procedura di accertamento finale sia prevista. In questo modo si può presentare una richiesta completa al soggetto competente, evitando di domandare un documento non applicabile o di sollecitare una certificazione prima che siano state completate le verifiche necessarie.