Come Cucinare la Pitta Greca di Porri

Dare un tocco di internazionale alla nostra cucina senza però scostarsi troppo dai nostri palati mediterranei è facile. Basta per esempio fare una buona pitta ai porri. La pitta, tipico pane di grano rotondo lievitato, assume in Grecia il valore più generale di torta e può essere a base di verdure o carne. In questa guida ti illustro come fare la pitta con i porri. Semplice e saporita.

Occorrente
Porri (1 Kg)
Uova (4)
Farina d’orzo ( circa una tazza)
Latte ( 2 tazze)
Feta greca ( 250 gr.)
Olio di oliva
Pasta fillo o pasta sfoglia

Taglia i porri in maniera grossolana e falli appassire in una casseruola con un poco di olio. Il fuoco deve essere moderato per evitare si brucino. Dovrebbero essere pronti in meno di 10 minuti. Nel frattempo unisci in una terrina la farina, il formaggio, le uova (albume e chiara al completo) e i porri precedentemente appassiti. Aiutati con il latte per amalgamare il tutto, salare, pepare e aggiungere un poco di aneto.

Prendi una pirofila antiaderente. Imburrane bene il fondo poi metti due fogli di pasta fillo o se preferisci una pitta più corposa un foglio di pasta sfoglia. Versa quindi l’impasto preparato e ricopri il tutto con un ultimo strato di pasta fillo o pasta sfoglia. Spennella con tuorlo d’uovo.Per un aspetto più “etnico” puoi anche usare dei semi di sesamo per guarnire la parte alta della tua torta.

Metti in forno la tua pitta facendo attenzione che la fiamma sia moderata. I tempi di cottura sono di un’ora circa, dipende molto dal forno. Di solito sono necessari non meno di 40 minuti perchè il tutto sia cotto per bene. Una volta pronta la pitta va tolta dal forno e servita ben calda per assaporarla meglio.
Con una pitta di queste dimensioni si mangia in almeno 6 persone.

Come Aiutare un Bambino con lo Studio

Per la maggior parte dei bambini, lo studio può essere un’attività delicata. A molto impegno, sia a casa che a scuola, può purtroppo corrispondere una resa non soddisfacente. Ad essere messa in discussione non è l’intelligenza del bambino ma la maniera di apprendere e studiare.

Vediamo come rendere lo studio dei bambini proficuo ed efficace, aiutandoli ad aumentare l’autostima e la sicurezza in se stessi. Già dalla più tenera età, avvicina i bambini alla lettura e alla scrittura come se si trattasse di momenti di gioco e svago. Questo potrebbe risolvere parte dei molti problemi che si presenteranno una volta che i piccoli andranno a scuola. Per farlo, per esempio, puoi usare le piccole esperienze quotidiane come leggere i segnali stradali o gli slogan pubblicitari che appaiono sullo schermo della televisione oppure i titoli delle riviste. Avvicina tuo figlio sin da subito alla matematica, giocando a calcolare i prezzi degli acquisti fatti nel negozietto sotto casa o a pesare gli ingredienti della sua torta preferita.

Mentre l’età del bimbo avanza, avvicinalo alla geometria, all’astronomia, alla fisica, guardando insieme documentari e film. Abitualo ad essere in contatto con le materie di studio anche in momenti esterni all’apprendimento scolastico. Se ha delle passioni specifiche, assecondale accompagnandolo in luoghi dove approfondirle: osservatori astronomici, parchi zoologici, musei, etc.

Incoraggia il bambino a leggere: condividi i tuoi pareri su libri ed articoli di giornale a lui accessibili, invitalo a leggere racconti e romanzi. Se fa ancora fatica a leggere da solo, fallo insieme a lui. La lettura condivisa può essere un interessante momento di scambio tra genitori e figli. Fai delle ricerche su Internet con il bambino per guidarlo nel trovare risposte ai suoi quesiti. Dai il buon esempio, leggendo molto, documentandoti sugli argomenti che ti incuriosiscono e anche su quelli che conosci meno. Incoraggia il bambino a viaggiare, portandolo con te in posti nuovi ed affascinanti.

Aiutalo sempre nei compiti a casa, soprattutto nelle materie in cui non è proprio un asso: tutti hanno qualche punto debole, non preoccuparti ma supportalo nel comprendere concetti per lui difficili o astiosi. Se prende buoni voti, ricompensa il bambino e dimostrati sempre fiero ed orgoglioso di lui per i risultati ottenuti.

Quando tuo figlio è occupato a studiare, stai attento/a alle sue reazioni e alla sua concentrazione: fai in modo che faccia una pausa ogni mezz’ora; invita i suoi amici a studiare con lui; poni delle domande sull’argomento trattato; insegna al bambino come utilizzare schemi, cartoncini riassuntivi, sintesi. Ricorda che l’apprendimento e lo studio devono prescindere dagli obblighi scolastici: abitua il bambino ad intendere lo studio come un’attività quotidiana e continua ed i problemi svaniranno da soli.

Come Aiutare un Bambino con l’Abbandono del Pannolino

La sfida è tra le più attese e temute dalle mamme. E’ giunto il momento in cui tuo figlio può imparare a usare il vasino e lentamente a dimenticarsi del pannolino. In questa guida qualche consiglio e i passi per iniziare e portare a compimento con serenità questa impresa.

Inizia presto. Già intorno ai nove, dieci mesi aiuta il bambino a familiarizzare con il vasino. Comprane uno colorato e magari con qualche disegno divertente e sistemalo in bagno. Permetti a tuo figlio di giocarci e spiegagli a cosa serve. Anche se sembra che i bambini così piccoli non capiscano, invece comprendono perfettamente il senso di ciò che gli si dice.

Ogni volta che gli cambi il pannolino mettilo seduto un po’ di tempo sul vasino. Magari dagli un piccolo libretto con disegni e leggiglielo mentre sta seduto lì. In questo modo assocerà lentamente il concetto di cambio del pannolino con quello del vasino. Non forzarlo: se non ha piacere e piange fallo alzare e riprovarci con calma e serenità dopo qualche giorno

Ricorda che anche se il bambino si dimostra precoce e capace di fare i suoi bisogni sul vasino non acquisirà il pieno controllo degli sfinteri prima dei 15/16 mesi quindi non precorrere i tempi. Fallo abituare al vasino pur mantenendogli il pannolino e prova a togliere il pannolino solo nelle ore diurne e solo quando saprà parlare e comunicarti che deve andare in bagno.

Non avere fretta: può capitare che il bambino abbia momenti di regressione. Può sembrare che si sia abituato e invece magari si bagnerà e sarai costretta a rimettergli il pannolino: non perdere la pazienza e aspetta i suoi tempi. Se puoi inizia a provare a togliergli il pannolino durante i mesi estivi: se si bagnerà non sarà un rischio per la salute e ti sarà più facile cambiargli i vestitini più di una volta.

Ricorda che il pannolino notturno va eliminato per ultimo: di notte il bambino rischia seriamente di bagnare il letto perché non necessariamente si sveglierà a causa dello stimolo di andare in bagno. Solo dopo che si sarà stabilizzata la sua abitudine a vivere senza pannolino durante il giorno potrai provare a toglierglielo di notte, facendolo andare in bagno prima di coricarlo.

Come Aiutare un Bambino a non Essere Aggressivo

Picchiare, urlare, scalciare sono tutti mezzi che il bambino usa per esternare le proprie pulsioni e trasmettere ciò che ha dentro. Ciò è normale fino ai primi 2-3 anni di vita, dopo i quali il bambino riesce ad esprimere i suoi sentimenti con il linguaggio. Per evitare che questa aggressività si protragga per diverso tempo nei comportamenti del bambino, ecco alcuni consigli utili.

Per prima cosa è importante che i genitori osservino l’evoluzione del comportamento del proprio bambino. Un contesto nel quale si verificano spesso scontri tra i bambini è senza dubbio la scuola; in questo caso i genitori devono prendere atto dei comportamenti del bambino dalle segnalazioni della maestra per capire se il bambino tende ad essere prepotente e manesco.

Fino all’età di due o tre anni ogni volta che si verifica uno scontro fisico tra bambini, di solito per un giocattolo, è consigliabile che il genitore agisca allontanando fisicamente il bimbo dalla situazione di tensione, togliendo dalle sue mani l’oggetto e restituendolo al proprietario. In questo modo il piccolo deve cominciare a capire che esistono anche le esigenze degli altri.

Quando il piccolo arriva all’età di 3-4 anni i genitori possono iniziare a spiegare al bambino che il ricorso alla violenza fisica è sbagliato e che ci sono molti altri modi per dimostrare la propria forza. Bisogna quindi stimolare il bambino a esprimere la sua rabbia a parole, facendogli capire che non c’è niente di male nel provare certi sentimenti negativi.

Per fare sfogare il bambino si può usare il potere liberatorio dei giochi, che offrono al piccolo la possibilità di mettere in atto le sue fantasie distruttive (come ad esempio la lotta o la guerra), e fargli praticare un’attività fisica per scaricare energia e tensione senza fare male a nessuno. E’ importante, inoltre, che i genitori diano l’esempio con il proprio comportamento: devono quindi evitare di assumere atteggiamenti aggressivi in casa.

Come Aiutare un Bambino Timido

Se il vostro bambino soffre di timidezza, dovrete certamente essere voi genitori a cercare di spronarlo e aiutarlo a reagire per potersi inserire in un gruppo di amichetti, per esempio alla scuola materna, al parco o a scuola. Ecco quindi qualche semplicissimo consiglio.

Se il vostro bambino ha dai due ai quattro anni, risulta essere timido perchè magari non ha ancora avuto modo di confrontarsi con bambini della sua età, sarà vostro compito quello di farlo reagire e aiutarlo a fare amicizia con i nuovi compagni della scuola materna. A volte è solo questione di tempo. Entrate a scuola con lui e spiegategli che adesso farà degli incontri speciali con bambini come lui.

Presentategli una situazione piacevole, piena di aspettative: il bambino deve capire che si divertirà con i compagnetti, parleranno e giocheranno assieme, e si faranno tanta piacevole compagnia per tutto il giorno fino al ritorno della mamma. Se il vostro bambino non riesce a superare l’ostacolo di incontro con i nuovi bambini, fatelo voi per lui.

Avvicinatevi ai bambini con vostro figlio e presentatelo, per esempio: “ciao, io sono la mamma di Federico. Lui vorrebbe giocare con voi perchè ha visto che vi divertite tanto”. Per fare accettare volentieri il vostro bambino agli altri, cercate di ammaliare le simpatie degli altri bambini parlando di loro con grande entusiasmo, per esempio: “fate dei giochi bellissimi, siete veramente molto bravi, anche lui vorrebbe fare come voi!”.